La disciplina della verifica e validazione dei progetti

  • S/W Ver: 85.98.D1P
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La verifica dei progetti di opere pubbliche è un istituto della disciplina dei lavori pubblici ormai giunto a completamento normativo e quindi pienamente in vigore. I due testi normativi che lo regolano sono il D.Lgs 163/2006 e il DPR 207/2010. Nel momento in cui scrivo – sembra assurda ma è importante chiarirlo – è in vigore per entrambi il testo coordinato e integrato dalle modifiche introdotte dal Decreto Legge n. 5 del 9 febbraio 2012.

Il primo richiamo al fatto che i progetti di opere pubbliche debbono essere assoggettati a verifica è contenuto nell’art. 93 c. 6 D.Lgs. 163/2006 e successivamente ribadito e circostanziato all’art. 112 del medesimo decreto. In entrambi i riferimenti si rimanda per gli opportuni approfondimenti e dettagli al “regolamento”, cioè al DPR 207/2010 che tratta compiutamente il tema della verifica dei progetti in Parte II, Titolo II, Capo II, art. 44 ÷ 59. L’art. 44 del DPR 207/2010 conferma infatti che “Il presente capo disciplina la materia della verifica dei progetti di cui agli articoli 93, comma 6, e 112, comma 5, del codice”. Ciò detto, e rimandando alla lettura dei riferimenti normativi citati per l’acquisizione testuale delle informazioni, qui si sintetizza in cosa consista e quali procedure debba seguire l’attività di verifica e validazione dei progetti di opere pubbliche.
VERIFICA O VALIDAZIONE?
Innanzitutto è necessario chiarire la differenza tra i due termini. La validazione è definita all’art. 55 del DPR 207/2010. Al c. 1 questo articolo recita: “La validazione del progetto posto a base di gara è l’atto formale che riporta gli esiti delle verifiche. La validazione è sottoscritta dal responsabile del procedimento e fa preciso riferimento al rapporto conclusivo, di cui all’articolo 54, comma 7, del soggetto preposto alla verifica ed alle eventuali controdeduzioni del progettista”. La validazione è quindi un atto dovuto – obbligatorio – per qualsivoglia progetto, di qualunque natura e di qualunque entità ed è atto redatto e firmato da parte del RdP sulla base delle informazioni fornitegli dal soggetto incaricato di effettuare la verifica. Questo atto chiude il processo di progettazione e di verifica e, di fatto, attesta che il progetto può essere posto a base di gara. Ai sensi del comma 3 dell’art. 55 il bando di gara e/o la lettera di invito devono riportare gli estremi dell’avvenuta validazione1 del progetto posto a base di gara.

Risulta evidente, quindi, che la validazione è anche l’atto finale di un processo, quello di verifica del progetto, che sancisce la sua accettabilità da parte della stazione appaltante al fine di promuovere, sulla base dello stesso, la procedura per la selezione del soggetto a cui affidare l’esecuzione oppure l’ulteriore sviluppo e il completa-mento della progettazione e l’esecuzione.

Il RdP, per potere consapevolmente promuovere la validazione del progetto, dà incarico – secondo modalità che vedremo più avanti – a un soggetto aventene i titoli, di condurre le attività di verifica sui quali esiti, depositati in un rapporto conclusivo delle attività ispettive, si basa la validazione. È facoltà del RdP smentire, per ragionevoli e comprovati motivi, le conclusioni a cui è giunto il verificatore. Questa è la previsione specifica del c. 3 dell’art. 55: “In caso di dissenso del responsabile del procedimento rispetto agli esiti delle verifiche effettuate, l’atto formale di validazione o mancata validazione del progetto deve contenere, oltre a quanto previsto al comma 1, specifiche motivazioni”. Ai fini pratici questa evenienza sembra però quanto mai inopportuna. Infatti un dissenso tra il RdP e il soggetto incaricato della verifica narra di incomprensioni o almeno di difficili comunicazioni tra i diversi soggetti coinvolti (RdP, verificatore e progettista) nel processo integrato di progettazione e verifica. Quindi, pacifica la legittimità formale di questo dissenso, all’atto pratico dovrebbe essere cautamente evitato.
LA VERIFICA DEL PROGETTO
La verifica del progetto è quindi, come risulta evidente dal breve capitolo precedente, la fase analitica e ingegneristica che deve mettere in luce tutte le caratteristiche di qualità (o di carenza di qualità) del progetto al fine di pervenire alla redazione finale di un opus progettuale adeguato agli scopi che la stazione appaltante si prefigge. La sua conclusione con esito positivo comporta quindi il trasferimento alla stazione appaltante della comunicazione che il progetto è scevro da errori e da lacune, coerente con il contesto normativo a cui deve rispondere, adeguato a soddisfare le esigenze per le quali è stato concepito, congruo dal punto di vista economico, realizzabile e immediatamente cantierabile (se si tratta di un progetto esecutivo) ovvero atto a generare il successivo livello approfondito di progettazione (livello definitivo se il progetto oggetto di verifica è un preliminare; livello esecutivo se il progetto oggetto di verifica è un definitivo). Nel dettaglio le finalità della verifica sono enunciate dal c. 2 dell’art. 45 del DPR 207/2010.

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